Frammenti di Luce. << Dio disse: «Facciamo l'uomo a nostra immagine, secondo la nostra somiglianza: dòmini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutti gli animali selvatici e su tutti i rettili che strisciano sulla terra». E Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò: maschio e femmina li creò. Dio li benedisse e Dio disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra e soggiogatela, dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente che striscia sulla terra». >> (cfr Gn 1,20-2,4a). Leggiamo questo testo, come pure tutti i libri dell’Antico Testamento con la luce che ci viene dal Nuovo Testamento. In modo tutto particolare, la luce che ci viene dalla Persona di Gesù e dalla rivelazione che Lui ci consegna. Gesù ci parla del Padre e dello Spirito Santo. Quindi ci rivela Dio come Trinità di Persone, un Dio che è Amore, come afferma l’apostolo Giovanni: <> (1Gv 4,16). Dunque, la rivelazione, mentre ci manifesta chi è Dio, ci rivela anche chi siamo noi esseri umani. Ogni persona umana, in quanto creata e ricreata a immagine di Dio, è resa partecipe della stessa “natura” di Dio che è Trinità-Amore: Eterna, infinita reciproca Relazione d’Amore. Allora ci spieghiamo perché c’è in ognuno il profondo desiderio-bisogno di essere amato e di amare; quindi il dono e il compito/responsabilità di donarsi e di creare comunione, condivisione, solidarietà, socialità, bene comune. La persona umana in quanto essere relazionale e sociale è tale perché affonda le sue radici in quella Divina Comunione di Persone. In questa luce comprendiamo anche perché gli esseri umani fuori dalla relazione con Dio si snaturano, perdono la loro più radicale identità e quindi agiscono generando e alimentando egoismi, incomprensioni, solitudini, divisioni, conflitti, oppressioni, guerre, dolore sterile … Saggezza vuole di riappropriarci delle nostre radici, della nostra autentica natura mediante una conversione continua. Pertanto, illuminati dalla Parola di Dio su chi siamo veramente, chiediamo la grazia dello stupore pregando: << Quando vedo i tuoi cieli, opera delle tue dita, la luna e le stelle che tu hai fissato, che cosa è mai l'uomo perché di lui ti ricordi, il figlio dell'uomo perché te ne curi? >>. (Dal Salmo 8). Serena Giornata, capaci ancora di stupirci! P. Antonio Santoro omi
6 Febbraio 2023/
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